Vercellese

La parte meridionale della provincia di Vercelli è dominata dal panorama agricolo delle risaie: gli itinerari si sviluppano intorno alle grange, antichi insediamenti abitativi nei quali il territorio veniva bonificato e reso coltivabile, alle cascine, ad insediamenti medievali e eleganti tenute agricole che fanno da cornice a lunghissime e poco frequentate stradine di campagna in mezzo alle risaie.
La città di Vercelli, capoluogo di provincia, incanta con le sue bellezze storico-artistiche. Non può mancare la visita nel Duomo di Sant’Eusebio, nella chiesa di San Cristoforo, nell’abbazia di Sant’Andrea (divenuta simbolo della città) o nei musei (Museo Francesco Borgogna, Museo Camillo Leone, Museo del Tesoro del Duomo, Museo Archeologico MAC). Essa gode di una storia antica e affascinante: le origini sono sconosciute ma il centro storico sorge sull’area di un luogo fortificato romano ed è ancora rintracciabile il tracciato del cardo e decumano maximus. La città fiancheggia il fiume Sesia ed è da sempre un importantissimo centro agricolo, commerciale, artigianale (famosa la lavorazione dell’argento) e universitario.
Il Principato di Lucedio è una delle mete che desta maggiore interesse nei visitatori: faceva parte di un vasto feudo che l’imperatore carolingio Lotario donò alla signoria degli Aleramici, nel X secolo e coincideva con la zona compresa tra gli attuali comuni di Trino Vercellese, Fontanetto Po e Livorno Ferraris.

Dopo l’opera di disboscamento e bonifica delle paludi i monaci fondarono un’abbazia dedicata a Santa Maria nel 1123, derivazione del monastero di La Ferté in Borgogna, e riuscirono a convertire i terreni alla coltivazione di grano, orzo, segale, canapa, lino, sorgo e riso. A questi monaci spetta il merito di avere introdotto la coltura del riso nel trinese e nel vercellese, documentata in Italia dal Quattrocento ma introdotta in queste zone ben prima.
Le aree protette offrono straordinari percorsi a contatto con la natura: è il caso della Riserva Naturale Orientata delle Baragge, il territorio dell’alta pianura vercellese composto da altopiani di origine glaciale, del Bosco delle Sorti della Partecipanza (570 ha) documentato sin dal 1275 come dono del marchese del Monferrato Guglielmo il Grande, e del Parco Naturale delle Lame del Sesia che si estende per 8 Km lungo le sponde del fiume Sesia dove si possono osservare circa 500 specie vegetali e 140 volatili.
Gli amanti del
cicloturismo non resteranno delusi per la varietà del paesaggio e dalle possibili combinazioni dei percorsi.
L’enogastronomia è legata principalmente al riso e ai risotti (come la celebre Panissa) affiancati da fagioli (famosa la qualità rossa di Saluggia), salumi (cotiche, battuto di lardo, salam d’la duja), fritti di maiale, frittate “rognose” (con salame), “ciburea e ratatuja” (preparazioni di frattaglie di carne e patate), rane, pesche a polpa bianca.

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